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Come diventare famiglia affidataria

Chi è la famiglia affidataria?

Puo’ essere famiglia affidataria qualunque persona che, singolarmente o in coppia, sposata o convivente, con o senza figli, senza limiti di età, ad una valutazione tecnica psico- sociale risulti:

  • in grado di accudire, educare e mantenere un minore; 
  • capace di affrontare vicende emotive connesse ad esperienze di separazione; 
  • priva di motivazioni esclusivamente affiliative nei confronti di un minore in affido; 
  • flessibile ai cambiamenti ed in grado di tollerare dolore e frustrazioni anche di notevole entità; 
  • disponibile a collaborare con le istituzioni; 
  • solidale nei confronti di persone provenienti da contesti sociali, culturali ed etnici diversi.

La famiglia affidataria...

... apre la sua casa ad un minore e lo accoglie con la sua storia.
... compie un importante lavoro educativo ed affettivo.
... è una valida collaboratrice dell’Ufficio delle Famiglie e dei Minorenni.

La famiglia affidataria è una famiglia accanto ad un'altra e non al posto dell'altra.

 

Il percorso per diventare famiglia affidataria

Il primo passo per la famiglia interessata ad accogliere un minore in affido è rivolgersi all’Associazione Ticinese Famiglie Affidatarie. Il percorso per diventare famiglia affidataria è il seguente:

  • Colloquio informativo con gli operatori ATFA
  • Corso in-formativo sull’affido organizzato dall’ATFA
  • Valutazione d’idoneità svolta dall’UFaM
  • Rilascio dell’autorizzazione (UFaM) 

L’ATFA assume un ruolo di informazione e preparazione della famiglia che intende candidarsi all’affido. L’obiettivo è quello di favorire la riflessione delle famiglie che intendono intraprendere un affido al fine di rendere le famiglie consapevoli della loro scelta. 

Previo colloquio con i consulenti ATFA, la famiglia che intende accogliere minori in affido è tenuta a frequentare il corso in-formativo che si svolge sull’arco di quattro mattinate (di regola 4 sabati mattina). Durante il corso vengono approfondite le questioni relative alla panoramica sociale dell’affido, la motivazione della famiglia affidataria, il vissuto del minore.

Alla fine del percorso in-formativo la famiglia decide se proseguire o meno nel percorso. Se la famiglia decide di proseguire, dovrà sottoporsi ad accurata valutazione d’idoneità, effettuata da un assistente sociale ed uno psicologo dell'UFaM. Al termine della valutazione sarà lo stesso ufficio a rilasciare l’autorizzazione all’accoglimento di minori ai sensi degli art. 65 e 66 dell’OAMin (Ordinanza sull’accoglimento di minori a scopo di affiliazione e adozione).

La riuscita di un affido familiare dipende fortemente dalla scelta e dall'abbinamento tra minore, famiglia d'affido e famiglia naturale. È pertanto fondamentale, oltre a tener conto delle esigenze del minore da collocare, considerare i bisogni e i desideri delle due famiglie.

L’affido non è un compito facile e, affinché l’esperienza sia positiva e proficua, la famiglia affidataria non può essere lasciata sola, ma deve essere affiancata e accompagnata dal servizio.

Una volta attestata l’idoneità della famiglia, l’UFaM si occupa di:

  1. collocare il minore nella famiglia affidataria;
  2. accompagnare la famiglia nell’esperienza di affido ormai avviata. Durante le varie tappe evolutive del minore e momenti significativi o critici dell’esperienza, il servizio affianca e sostiene la famiglia affidataria;
  3. esercitare la vigilanza sull'affidamento mantenendo contatti diretti con gli affidatari, il minore e la sua famiglia.